sabato 28 novembre 2009

Con un colpo di spugna

È passato parecchio tempo dall'ultima volta che ho scritto e oggi torno qui, in prima persona, in cerca di un po' di "libertà".

Mi sento un po' un amante tradito, che ha molta dedizione e gioca con persone che non stanno alle stesse regole. Fastidiosamente ho questa sensazione riguardo a più campi, non solo dove tutto sommato resta intollerabile, ma era comunque prevedibile.

E mi secca di più questo fastidio che viene da cose passate e sul quale non ho potere, non ne ho mai avuto. Forse è vero che c'è più da temere il passato, con le sue zavorre, che non il futuro.

Quando mi capita di rileggere quello che ho scritto mi sembra - e mi sorprende sempre - di essere riuscita a trovare parole giuste, esatte, per esprimere quello che mi passava per la testa. Sembra tutto così lampante che mi chiedo: "ma perché pensavo di non avere le idee chiare allora?".

Ecco, allora, adesso l'idea che ho è che voglio fregarmene di tutte quelle cose che non sono andate bene e di quelle che non vanno bene. E circondarmi di quelle che mi appagano, che sono reali e non solo immaginazione.

E godermi questo sottile piacere, l'appagamento, che già nel nome in sè ti dà soddisfazione, sembra cioccolato al latte, sembra una carezza...


mercoledì 5 agosto 2009

Considerazioni... fatte con i piedi

Una volta, qualche mese fa, mi sono trovata in una piazza ad aspettare un amico per andare al cinema.
Era la prima volta che mi capitava di fermarmi in quel punto, con davanti una fontana con in cima una statuetta chiamata "Eros" (in realtà, ho letto fu fatta fare per rappresentare non il dio greco dell'Amore, ma l'Amore in senso cristiano... vale a dire la solidarietà, la carità...).
Siccome non arrivava nessuno (non mi piace aspettare...) e passava un sacco di gente (che normalmente mi avrebbe dato anche fastidio), mi sono messa a fissare per terra, in un punto a caso, finché un piede di passaggio ha conquistato la mia attenzione.
Curiosamente non so dire se fosse un piede femminile o maschile, non mi ricordo che tipo o che colore di scarpe avesse però mi ha fatto iniziare un gioco, forse infantile ma ipnotico.
Guardare le scarpe e indossare chi può scegliere di indossarle e perché.
Sembra buffo, ma le scarpe "parlano". E in una città anticonformista - o semplicemente menefreghista in fatto di dettami di stile - parlano molto.
Ci sono scarpe turistiche, di alta finanza, con il tacco che nasconde una vita insoddisfacente e molti perché, infradito che se ne fregano del venticello appuntito e gelato, una varietà di scarpe da tennis che va dalle All Stars (che qualcuno mi ha detto che tutti i francesi le indossano) ai modelli americani ma tutti rigosamente "distrutti".
Parlano e camminano, non si fermano mai e riassumono tutto in una frase.
Quando non basta, allora alzi lo sguardo fino alle caviglie, ai pantaloni, al vestito, alla cintura, alla borsa, agli occhiali da sole, alla giacca.
Ogni tanto però ingannano anche loro: scarpe da tennis e tailleur (di notte diventano zoccoli e abito elegante!).
La gamma di colori copre lo spettro dell'arcobaleno. La loro fretta così non dà fastidio. Riempie solo di immagini piacevoli, diventa un ricordo confortevole. Attiva l'immaginazione.



Non è molto diverso dall'osservare le persone in metropolitana. Ho visto un sacco di gente dormire in metro. A me non piace. Non ci riesco. Mi preoccupo: e se sbaglio fermata? Potrebbe essere una metafora: dormire in metro è essere indifferenti a chi c'è attorno, non molto diverso da come si vive, a volte.
Non che osservando le persone, adesso possa dire di ricordarmele davvero. Però anche questo è un bel campione di "umanità concentrata" e magari sarà indiscreto e pretenzioso "farsi i fatti loro". Dagli ubriachi, agli amici appena arrivati, alle coppie che hanno litigato, a quelle che trasportano cartoni e valige, ai gruppi di amici che tornano all'ostello, alle due turiste che vogliono andare a "vedere uno stadio".
La metro ha un'anima, credo. Che a volte suona musica - pop e rock in settimana, classica nel fine settimana - altre volte parla, ricordandoci di fare attenzione alla "differenza". ;-)

martedì 14 luglio 2009

OGGI SCIOPERO



ADERISCI ALL'APPELLO SU DIRITTO ALLA RETE

lunedì 6 luglio 2009

Il diritto alla Rete

Vi segnalo lo sciopero dei blogger, un'iniziativa promossa da alcuni giornalisti e blogger per scioperare martedì 14 luglio contro il disegno di legge Alfano che vuole imporre l'obbligo di rettifica anche ai blog.
Su Diritto alla rete trovate i motivi dello sciopero, l'elenco di chi ha deciso di partecipare e il logo da scaricare e postare sul vostro blog il 14 luglio per dire la "vostra" contro questo attacco alla libertà d'informazione.
PASSATE PAROLA!!!

mercoledì 1 luglio 2009

The Passenger (Iggy Pop)



I am the passenger and I ride and I ride
I ride through the city's backsides
I see the stars come out of the sky
Yeah, the bright and hollow sky
You know it looks so good tonight

I am the passenger
I stay under glass
I look through my window so bright
I see the stars come out tonight
I see the bright and hollow sky
Over the city's ripped backsides
And everything looks good tonight
Singing la la la la la.. lala la la, la la la la.. lala la la etc

Get into the car
We'll be the passenger
We'll ride through the city tonight
We'll see the city's ripped backsides
We'll see the bright and hollow sky
We'll see the stars that shine so bright
Stars made for us tonight

Oh, the passenger
How, how he rides
Oh, the passenger
He rides and he rides
He looks through his window
What does he see?
He sees the sign and hollow sky
He sees the stars come out tonight
He sees the city's ripped backsides
He sees the winding ocean drive
And everything was made for you and me
All of it was made for you and me
'Cause it just belongs to you and me
So let's take a ride and see what's mine
Singing la la la la.. lala la la

Oh the passenger
He rides and he rides
He sees things from under glass
He looks through his window side
He sees the things that he knows are his
He sees the bright and hollow sky
He sees the city sleep at night
He sees the stars are out tonight
And all of it is yours and mine
And all of it is yours and mine
So let's ride and ride and ride and ride
Oh, oh, Singing la la la la lalalala

martedì 23 giugno 2009

Gramellini Santo Subito (in vita ovviamente)

Villa Spericolata by Massimo Gramellini

(Articolo da cantare, stonati compresi)

Voglio una villa maleducata - con la piscina piena di gin - voglio una bionda super truccata - con cui giocare insieme a nascondin - voglio una villa che non è mai tardi - per far scoppiare in spiaggia due petardi - voglio una villa con le veline vestite da camerieri sardi.

E poi ci troveremo io Alfano e Ghedin - a cercar foto sconce sotto i cuscin - ma forse non le troveremo mai - e allora amici cari saranno guai - mia moglie furibonda - la Cia che mi sfonda - e tutto il mondo a farsi sempre i fatti miei, eh.

Voglio una villa spericolata - con Smaila al piano e Bondi al clarin - voglio una pillola esagerata - che mi faccia i muscoli di Obama e Putìn - voglio una villa che non è mai tardi - per travestirsi tutti da ghepardi - voglio lanciar reggiseni in un cespuglio di cardi.

E poi ci sposteremo a palazzo Grazioli - per mangiar con le amiche pizza e fagioli - ma non la digeriranno mai - vorranno un diamante o una fiction in Rai.

Ognuna col suo book - ognuna col procuratore - ognuna avrà un registratore per farsi i fatti miei, eh. Voglio una villa maleducata - dove sposare una disoccupata - voglio un Paese che se ne frega - e guarda i tiggì senza fare una piega - voglio un Paese che sia pieno di tordi - li voglio ciechi muti e pure un poco sordi - voglio un Paese che di me non si scordi.

(Grazie Vasco, e scusa per lo scempio).

giovedì 4 giugno 2009

Un Paese e la sua censura

Pare ancora di vederlo, come se il tempo si fosse fermato, se vent'anni non fossero passati, lasciando rughe e cicatrici.
E' uno dei grandi rivoluzionari del Novecento. Pechino, 5 giugno 1989. Un ragazzo di spalle, camicia bianca, pantaloni neri, due sacchetti della spesa in mano. Inerme davanti ai carri armati, lungo la grande via vicino a Tien An Men: quei carri armati che hanno ucciso a raffiche migliaia di ragazzi come lui. "Il ribelle sconosciuto", come titolerà "Time".

Il ragazzo dei carri armati, una sfida, la statua umana della libertà. Il simbolo di un anno formidabile, fatto di uomini che hanno dentro la voglia di cambiare: il Muro di Berlino, sinistro e medioevale, che si accartoccia su se stesso come un rotolo di pergamena, le tavole di Yalta fatte a pezzi, l'Est illuminato da fiaccolate di popolo, gli ultimi panzer con la stella rossa che lasciano Kabul, il comunismo che muore di comunismo, un vero '68, fatto di rivoluzioni vere e non di psicodrammi rivoluzionari, la Grande Storia che ci esplode in faccia e ci insegna che gli imperi, come gli uomini, sono mortali.

Del ragazzo dei carri armati non ci resta nulla. Nessuno conosce il suo nome, nessuno sa se sia vivo né dove sia. "Sono il vento, sono libero come il vento", "Piccolo uomo, grande uomo, uno come noi". Quel ragazzo eravamo noi. Ci ha fatto sognare, credere, soffrire. Poi ha dato le spalle al mondo per sempre. E, forse, è tornato nel vento.


Parto dalle parole di Marco Innocenti sul Sole24Ore (andate a vedere anche il video e gli approfondimenti che accompagnano il pezzo), per parlare di censura e di repressione.
Gli avvenimenti cinesi sono diventati un emblema, per chi ha combattuto, per chi ha taciuto, per chi è nato dopo e li ha visti solo sui libri di storia, ma giusto in queste ora il Governo cinese replica lo stesso atteggiamento: il silenzio, l'oscuramento.
I siti web "in manutenzione", che bugia ipocrita! Gli ex- studenti del 1989 agli arresti domiciliari o in prigione.
La CENSURA - e l'AUTOCENSURA - sono i sintomi gravi di ogni regime politico malato, malato nel senso di antidemocratico, contrario alla libertà di pensiero e d'opinione, contrario alla sua espressione.
Tutti d'accordo, no?
Ma ditemi una cosa, noi che cosa sappiamo di quello che succede, davvero, all'ESTERO?
Noi che cosa sappiamo di come sono le REGOLE, di cosa dicono esattamente e di chi le ha fatte?
Noi siamo davvero SICURI, intendo pronti a metterci la mano sul fuoco (e non solo per modo di dire) di non essere vittime di qualche forma di censura?
Noi lo sappiamo perché EMMA BONINO si è asserragliata negli studi RAI di Saxa-Rubra (a Roma, non su Plutone), dicendo che gli italiani non sanno cos'è il Parlamento Europeo o cosa fa e perché sabato e domenica si va a votare?
Noi lo sappiamo cos'è il PARLAMENTO EUROPEO?
Noi lo sappiamo cos'è un PARLAMENTO e quali sono i suoi compiti?
Noi lo sappiamo da dove il Parlamento prende il suo POTERE?
Noi lo sappiamo dove finisce il DIRITTO e inizia la PREVARICAZIONE?
Noi lo sappiamo che viviamo in un Paese dove la stampa ha DIRITTO E DOVERE a fare tutte le domande che vuole perché questo è l'unico scopo della sua esistenza?
Noi lo sappiamo cosa vuol dire il detto "IL BUE CHE DICE CORNUTO ALL'ASINO"?
Noi lo sappiamo che le BUGIE fanno fare bella figura (si fa per dire...) ma non migliorano il PIL né la democrazia?
Noi lo sappiamo qual è il significato della parola "POPULISMO"?
Ma soprattutto, noi siamo in grado di RISPONDERE?