venerdì 6 maggio 2005

Sportività

«Italiani tutti a casa, nel giorno del fair play-suicida di Andy Roddick. Il n.1 americano perde con lo spagnolo Verdasco un match già vinto e si merita il titolo di campione assoluto di sportività. Un grande spot per il tennis e lo sport in generale. Peccato per Roddick che il bel gesto gli sia costato il ko (...) Verdasco (...) a sorpresa elimina il n.1 Roddick. Un incontro che l'americano avrebbe dovuto vincere 7-6 6-3 e invece ha perso 6-7 7-6 6-4. Il punto della svolta è avvenuto al nono gioco del secondo set: a Verdasco, sotto 5-3 (e 0/40), è stato chiamato un doppio fallo di servizio. I due giocatori si stavano avviandosi a metà campo per darsi la mano, ma Roddick ha visto che il punto era buono e sportivamente ha dato il punto all'avversario correggendo l'errore del giudice. Da lì in poi il match è 'girato' di colpo: Verdasco ha tenuto il servizio, ha vinto il secondo set e poi anche la partita. Un analogo precedente avvenne nell'82 tra Wilander e Clerc nella semifinale di Parigi: solo che allora lo sportivo svedese riuscì comunque a vincere la partita.» (tratto da Repubblica.it)

Si commenta da sè...
alla prossima, kla

2 commenti:

Johnny Lazzarotto ha detto...

Ho letto e visto la scena. Non so sinceramente se ridere o piangere. Rido e applaudo per la sportività...ma per come è andata, dubito che lo sconfitto avrà un gran piacere a ricevere il premio di sportività, anzichè quello conseguente alla vittoria della partita. Vabbè...è comunque un qualcosa di positivo per lo sport, e di questi tempi ce n'è bisogno.

Luca ha detto...

Ciao, personalmente Andy Roddick non mi è mai piaciuto: fatta eccezione per la battuta (la migliore del circuito Atp), il suo gesto tecnico non mi esalta.
Quello che ha fatto a Roma è comunque molto bello, in uno sport sempre più competitivo ci eravamo ormai dimenticati di quello che sta o dovrebbe stare alla base del tennis: il fair play.
Roddick ha perso è vero, un calo di concentrazione (questa è la prova del suo gioco non eccezionale), ma bravo comunque.