mercoledì 10 dicembre 2008

Buon compleanno... (?)

Questo augurio è per la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che oggi taglia il traguardo dei 60 anni. La Dichiarazione ha 30 articoli, di cui Wikipedia offre questa sintesi:
  1. Siamo tutti liberi ed uguali
  2. Non discriminare
  3. Diritto alla vita
  4. Nessuna schiavitù
  5. Nessuna tortura
  6. Hai i tuoi diritti ovunque tu vada
  7. Siamo tutti uguali di fronte alla legge
  8. Tutti i tuoi diritti sono protetti dalla legge
  9. Nessuna detenzione ingiusta
  10. Diritto al giudizio
  11. Innocente finché dimostrato
  12. Diritto alla privacy
  13. Diritto di libertà di movimento
  14. Diritto di asilo
  15. Diritto alla nazionalità
  16. Diritto di matrimonio e famiglia
  17. Diritto di proprietà
  18. Libertà di pensiero
  19. Libertà di espressione
  20. Diritto di pubblica assemblea
  21. Diritto alla democrazia
  22. Sicurezza sociale
  23. Diritti dei lavoratori
  24. Diritto di giocare
  25. Un letto e cibo per tutti
  26. Diritto all'istruzione
  27. Diritti d'autore
  28. Un mondo libero e giusto
  29. Responsabilità
  30. Nessuno può toglierti i tuoi diritti
Il punto di domanda? Non possiamo nasconderci l'incompiutezza che ha accompagnato la Dichiarazione in questi 60 anni, non possiamo nasconderci quanto spesso ne ignoriamo l'esistenza e, soprattutto, la sostanza.
Mi viene in mente, senza andar lontano né nel tempo, né nei luoghi, il no del Vaticano alla depenalizzazione dell'omossessualità proposta all'Onu dalla Francia, presidente di turno dell'Unione europea. A parte infrangere alcuni principi religiosi - come la solidarietà, il rispetto e la difesa della vita, la comprensione e l'amore verso il prossimo - più prosaicamente questo "no" lede, a occhio e croce, gli articoli 1, 2, 3, 5, 6, 8, 9, 10, 12, 16 di questa Dichiarazione.
Così, forse è il caso di fermarci un po' a riflettere quando sospiriamo e pensiamo che siano i dittatori, i regimi oppressivi e antidemocratici a impedire alla Dichiarazione di essere applicata. Spesso siamo noi a infrangere le regole e, anche se altrettanto spesso nessuno ce ne chiederà conto, i fatti restano.

PS: la galleria di Repubblica.it, ispirata all'anniversario, merita un'occhiata...

3 commenti:

Andrea (sdl) ha detto...

Splendida la galleria di repubblica :) In effetti alle volte riflettiamo troppo poco su queste cose, quand'invece sarebbe meglio farlo.
Grazie come al solito :)

Andrea (sdl)

truesmile ha detto...

il Vaticano non ha mai ratificato la DIchiarazione UNiversale dei Diritti dell'uomo, quindi non vedo perchè dovrebbe preoccuparsi di infrangerla.
Inoltre, il suo "no" alla depenalizzazione dell'omosessualità ha il valore di puro commento, non essendo membro votante dell'ONU (è osservatore solo da 1 anno).
E dimentichi che, sempre il Vaticano, non ha firmato la convenzione Onu per i disabili (dal punto di vista legale un fatto forse più grave) (http://www.raidue.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,303%5E1081098,00.html)

Comunque...
TANTI AUGURI DICHIARAZIONE!!

Cesare ha detto...

Credo che il Vaticano dovrebbe tenere bene in mente il principio del "Libero Arbitrio", averne più rispetto, visto che è dono divino. A maggior ragione chi è omosessuale, non dovrebbe subire alcuna discriminazione dalla Chiesa, perché alla stregua di un disabile, non vive una scelta, ma incarna una DIVERSA natura.
Sono imperdonabili le prese di posizione a San Pietro, perché come scrive bene Clara, infrangono non solo i principi dei diritti umani più importanti, ma anche lo stesso Vangelo di Cristo, che predica l'amore e l'accoglienza dei più "piccoli", anche di chi viene, a causa della propria NATURA, perseguitato e umiliato.
Che non si pontifichi su temi che riguardano la vita o la morte degli uomini, altrimenti potremmo riaprire tante piaghe del passato, come in modo molto ironico fa Paola Cortellesi col suo "Riparliamone". Ci sono capitoli della storia ancora inzuppati di sangue che non possono essere più riscritti e ridiscussi, diritti conquistati con battaglie e vite spezzate. Guai a chi, Chiesa in primis, si permetta di rimetterli in discussione, perché dal no sulla depenalizzazione dell'omosessualità ad un secondo Olocausto, il passo è piuttosto breve.
Alle volte mi chiedo, con una punta di sarcasmo: "Ma Gesù, valeva proprio la pena donarti sulla croce? Dopo oltre 2000 anni ci sono ancora tanti imbiancatori di sepolcri".